Qualità dell’aria interna e inquinamento indoor: fonti e soluzioni per il comfort

L’aria che respiriamo in casa, al lavoro e sui mezzi pubblici, può compromettere il nostro benessere: spesso più all’interno che all’esterno si concentrano agenti inquinanti chimici, biologici e fisici pericolosi per l’uomo. È importante, quindi, essere consapevoli e attenti, ricorrendo alle giuste soluzioni per migliorare la qualità dell’aria interna.

Con aria interna si fa riferimento a quella che respiriamo in casa, in ufficio, negli edifici destinati al tempo libero, ovvero in tutti quegli spazi confinati in cui è prevista la permanenza delle persone. Passiamo più tempo al chiuso che all’aperto, eppure, dedichiamo grande attenzione all’inquinamento atmosferico, ma non abbiamo la giusta sensibilità al tema dell’inquinamento indoor, che talvolta presenta livelli di inquinanti maggiori rispetto all’esterno.

L’insalubrità dell’aria in uno spazio chiuso, che può essere causata da vernici, arredamento, muffe, elevati livelli di umidità, ha effetti negativi sulla salute delle persone, sul loro benessere e sulla loro produttività; può provocare malattie a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare, favorire asma, allergie e malessere, una combinazione di sintomi spesso chiamata “sindrome da edificio malato” (Sick Building Syndrome). La pericolosità di questa miscela di sostanze inquinanti in un ambiente confinato, dipende dalla durata prolungata e costante dell’esposizione.

Le fonti dell’inquinamento indoor e gli effetti sulle persone

La qualità dell’aria può essere compromessa da diverse fonti inquinanti, sia interne che esterne, responsabili di agenti chimici, fisici e biologici di differente pericolosità, concentrazione e tipologia.

Cosa s’intende nello specifico con il termine inquinamento indoor? Il Ministero della Salute ha fornito una spiegazione esaustiva di questo fenomeno: “la modificazione della normale composizione o stato fisico dell’aria atmosferica interna, dovuta alla presenza nella stessa di una o più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da alterare le normali condizioni ambientali e di salubrità dell’aria stessa e tali da costituire un pericolo ovvero un pregiudizio diretto o indiretto per la salute dell’uomo.”

Tra le fonti inquinanti più diffuse ci sono i prodotti per le pulizie, per la costruzione e la manutenzione degli edifici, la presenza di eccessiva umidità, gli impianti di condizionamento e ventilazione, i processi di combustione per il riscaldamento e per cucinare, l’utilizzo di appositi macchinari e alcune caratteristiche fisiche del luogo.

MULTIPOR COMPACT di YTONG è stato progettato per migliorare l’isolamento e ridurre il problema delle muffe. Si tratta di un pannello naturale, traspirabile e la sua capacità di regolazione igroscopica permette di eliminare la formazione di muffe o alghe, potenzialmente dannose per la salute.

Gli agenti chimici più diffusi e pericolosi sono il monossido di carbonio, il fumo di tabacco, ossidi di zolfo e azoto, ozono (emesso ad esempio dalle fotocopiatrici), i composti organici volatili, gli antiparassitari. Attenzione, quindi, ai materiali edili, alle vernici, agli arredi, alle stufe e ai caminetti e ai detergenti che si scelgono per pulire la casa.

Gli agenti biologici sono microrganismi, viventi e non, presenti in casa, come muffe, batteri, spore fungine, polline e parassiti vari.

Gli acari sono responsabili di allergie respiratorie: questi animali si annidano nelle nostre case, specialmente sulle poltrone e tappeti. Per sconfiggerli efficacemente vi consigliamo di rimuovere la polvere dalle superfici, lavare la biancheria a 60° e soprattutto arieggiare gli ambienti in quanto gli acari proliferano in aree umide.

Le muffe sono uno dei problemi più fastidiosi: la loro proliferazione è dovuta all’umidità e scarsa ventilazione. Al fine di combattere la presenza di muffe vi consigliamo di mantenere sotto controllo il livello di umidità della casa, assicurandovi di eliminare prontamente le macchie usando tinture speciali.

Per gli agenti fisici, come il Radon, va prestata particolare attenzione alla costruzione degli ambienti interrati o sotterranei, che deve essere effettuata con particolari attenzioni costruttive.

La concentrazione di tutte queste sostanze diventa preoccupante perché oggi, per favorire il risparmio energetico, gli edifici sono più isolati e impermeabili all’aria, riducendo così la ventilazione degli stessi. Per sopperire a questo problema si installa un sistema di ventilazione meccanico che, correttamente utilizzato e manutenuto, permette di avere il corretto numero di ricambi d’aria.

WHR 61 “single room” di RDZ è un dispositivo per la ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, che aiuta il rinnovo dell’aria. 

Soluzioni per migliorare la qualità dell’aria interna di casa o dell’ufficio

In un edificio davvero sostenibile, la qualità dell’aria interna dovrebbe essere un criterio progettuale e per questo è fondamentale scegliere attentamente i materiali con cui costruire o ristrutturare un edificio.

materiali naturali, ad esempio, vengono prodotti e trattati senza ricorre a sostanze chimiche potenzialmente nocive. Per certificare la naturalezza dei prodotti commercializzati o le loro prestazioni, oggi molto aziende li sottopongono ad appositi iter per ottenere delle certificazioni che ne attestino la qualità.

I prodotti URSA TERRA in lana minerale, così come URSA GLASSWOOL in lana di vetro, si contraddistinguono per una ridottissima emissività di COV e formaldeide. Questo li rende prodotti adatti a favorire il risparmio energetico, senza rinunciare alla qualità dell’aria interna: sono soluzioni indicate per edifici sostenibili e votati al massimo benessere abitativo

Anche con le vernici e le finiture è bene fare attenzione, esistono prodotti naturali e anche antibatterici. Altrettanto importante è progettare correttamente un sistema di ventilazione che permetta il corretto ricambio d’aria. Gli impianti di ventilazione meccanica sono dotati di filtri, purificatori e deumidificatori, al fine di garantire l’estrazione dell’aria viziata, l’immissione di aria purificata e la regolazione del tasso di umidità degli ambienti interni. Esistono, poi, soluzioni per la purificazione dell’aria, con prestazioni differenti adatte sia a un ambiente domestico, che a luoghi come case di riposo, scuole o ambienti affollati. Si va dai purificatori portatili per la casa a dispositivi per la filtrazione dell’aria attraverso sistemi di canalizzazione.

ARYA indoor è una soluzione Fassa Bortolo pensata per la lotta all’inquinamento indoor, che si compone di una lastra in cartongesso Gypsotech GypsoARYA HD e dalla pittura per interni Pothos 003. Questi prodotti riescono a catturare la formaldeide e trasformarla in un composto innocuo.

E se fossero le piante a ridurre l’inquinamento indoor?

La presenza del verde in uno spazio confinato offre sicuramente un aiuto naturale per la purificazione dell’aria. Partendo da questo punto, la ricerca si è mossa per ottenere delle vere e proprie piante “mangia smog”, ovvero in grado di assorbire e metabolizzare alcuni inquinanti pericolosi per l’uomo. È un progetto portato avanti dall’Università di Washington, i cui ricercatori hanno modificato geneticamente una pianta, che ora è capace di scomporre le sostanze inquinanti in composti da lei assimilabili. I primi test hanno avuto successo e così i ricercatori si stanno muovendo per ottenere piante in grado di digerire anche altre sostanze inquinanti molto diffuse negli ambienti interni, come la formaldeide e il fumo di tabacco.

Occorre prestare attenzione anche ai detergenti per la pulizia della casa, spesso ricchi di sostanze nocive come il benzene e la formaldeide. In particolare quest’ultimo elemento chimico è riscontrabile anche nelle tappezzerie, moquette e altri prodotti tessili.

Come combattere l’inquinamento indoor: consigli pratici

Per combattere l’inquinamento indoor è possibile attuare alcune pratiche strategie così da rendere l’aria di casa più salubre per tutta la famiglia. Prima di tutto controllate sempre il livello di umidità in casa, cercando di mantenerla tra i 18° e i 22°: l’umidità è la causa primaria della formazione di muffe e batteri i quali comportano allergie e problemi respiratori. Una corretta ventilazione degli ambienti vi consentirà di diminuire la presenza di polveri e microrganismi: lasciate sempre areare la casa facendo uscire le sostanze inquinanti.

Gli impianti di condizionamento devono essere opportunamente puliti e i filtri dell’aria condizionata cambiati ogni inizio stagione: in questo modo manterrete gli impianti perfettamente funzionanti e non farete propagare polveri e batteri.

prodotti con certificazione ambientale sono una buona risorsa per prevenire il diffondersi dei VOC: potete optare per detersivi ecologici oppure per rimedi naturali laddove non è necessario utilizzare prodotti specifici.

A cura di: Arch. Gaia Mussi

Fonte: Info Build Energia

 

Legionellosi cause e prevenzione

La Legionellosi è un’infezione polmonare causata da un batterio ubiquitario che si diffonde attraverso le condotte cittadine e gli impianti idrici degli edifici 

La Legionellosi, detta anche Malattia dei legionari, è un’infezione polmonare causata dal batterio Legionella pneumophila.  È stata identificata per la prima volta nel 1976, a seguito di una grave epidemia (221 persone contrassero questa forma di polmonite precedentemente non conosciuta e 34 furono i decessi) avvenuta in un gruppo di ex combattenti dell’American Legion (da qui il nome della malattia), che avevano partecipato ad una conferenza in un Hotel di Philadelphia, negli Stati Uniti. La fonte di contaminazione batterica fu identificata nel sistema di aria condizionata dell’albergo.

La legionella è un batterio presente negli ambienti naturali e artificiali: acque sorgive, comprese quelle termali, fiumi, laghi, fanghi, ecc. Da questi ambienti essa raggiunge quelli artificiali come condotte cittadine e impianti idrici degli edifici, quali serbatoi, tubature, fontane e piscine, che possono agire come amplificatori e disseminatori del microrganismo, creando una potenziale situazione di rischio per la salute umana. Essendo il microrganismo ubiquitario, la malattia può manifestarsi con epidemie dovute ad un’unica fonte, con limitata esposizione nel tempo e nello spazio all’agente eziologico, oppure con una serie di casi indipendenti in un’area ad alta endemia o con casi sporadici senza un evidente raggruppamento temporale o geografico.

Focolai epidemici si sono ripetutamente verificati in ambienti collettivi a residenza temporanea, come ospedali o alberghi, navi da crociera, esposizioni commerciali ecc. I casi di polmonite da Legionella di origine comunitaria si manifestano prevalentemente nei mesi estivo-autunnali, mentre quelli di origine nosocomiale non presentano una particolare stagionalità.

Il genere Legionella comprende 61 diverse specie e circa 70 sierogruppi, ma non tutte sono state associate a casi di malattia nell’uomo. Legionella pneumophila è la specie più frequentemente rilevata nei casi diagnosticati ed è costituita da 16 sieropgruppi di cui Legionella pneumophila sierogruppo 1, responsabile dell’epidemia di Filadelfia, è causa del 95% delle infezioni in Europa e dell’85% nel mondo. Anche in Italia l’analisi della distribuzione di specie e sierogruppi isolati nel nostro territorio ha confermato la prevalenza di Legionella pneumophila ed in particolare del sierogruppo 1 nei casi di malattia. Non è nota la dose infettante per l’uomo. Neppure si conoscono le ragioni della diversa virulenza nelle differenti specie e sierogruppi di Legionella che tuttavia potrebbero essere attribuite alla idrofobicità di superficie, alla stabilità nell’aerosol e alla capacità di crescere all’interno delle amebe. La legionellosi viene normalmente acquisita per via respiratoria mediante inalazione, aspirazione o microaspirazione di aerosol contenente Legionella, oppure di particelle derivate per essiccamento. Le goccioline si possono formare sia spruzzando l’acqua che facendo gorgogliare aria in essa, o per impatto su superfici solide. La pericolosità di queste particelle di acqua è inversamente proporzionale alla loro dimensione. Gocce di diametro inferiore a 5µ arrivano più facilmente alle basse vie respiratorie. Sono stati inoltre segnalati in letteratura casi di legionellosi acquisita attraverso ferita. Non è mai stata dimostrata la trasmissione interumana della malattia.

Fattori predisponenti

  • età avanzata
  • fumo di sigaretta
  • presenza di malattie croniche
  • immunodeficienza

Il rischio di acquisizione della malattia è principalmente correlato alla suscettibilità individuale del soggetto esposto e al grado d’intensità dell’esposizione, rappresentato dalla quantità di Legionella presente e dal tempo di esposizione.  Sono importanti inoltre la virulenza e la carica infettante dei singoli ceppi di Legionella, che, interagendo con la suscettibilità dell’ospite, determinano l’espressione clinica dell’infezione. Malgrado il carattere ubiquitario di Legionella, la malattia umana rimane rara; i tassi d’attacco nel corso di focolai epidemici sono bassi, inferiori al 5%.

La legionellosi può manifestarsi con due distinti quadri clinici:

  1. la Febbre di Pontiac
  2. la Malattia dei Legionari.

La Febbre di Pontiac, dopo un periodo di incubazione di 24-48 ore, si manifesta in forma acuta simil-influenzale senza interessamento polmonare, e si risolve in 2-5 giorni. I prodromi sono: malessere generale, mialgie e cefalea, seguiti rapidamente da febbre, a volte con tosse e gola arrossata. Possono essere presenti diarrea, nausea e lievi sintomi neurologici quali vertigini o fotofobia.

La Malattia dei Legionari, dopo un periodo di incubazione variabile da 2 a 10 giorni (in media 5-6 giorni), si manifesta come una polmonite infettiva, con o senza manifestazioni extrapolmonari. La sindrome pneumonitica non ha caratteri di specificità né clinici né radiologici. Nei casi gravi può insorgere bruscamente con febbre, dolore toracico, dispnea, cianosi, tosse produttiva associati alla obiettività fisica semeiologica del consolidamento polmonare.  Nei casi di gravità lieve (ma che poi se non adeguatamente trattati possono evolvere in polmonite grave) l’esordio può essere insidioso con febbre, malessere, osteoartralgie, tosse lieve, non produttiva. I quadri radiologici non sono patognomonici potendosi riscontrare addensamenti di tipo alveolare focali, singoli o multipli, monolaterali o disseminati con o senza evoluzione escavativa, come quadri inizialmente a impegno interstiziale.

A volte possono essere presenti sintomi gastrointestinalineurologici e cardiaci; alterazioni dello stato mentale sono comuni, generalmente non associati a meningismo. In un paziente affetto da legionellosi, a impronta sistemica possono essere presenti uno o più dei seguenti segni e sintomi: bradicardia relativa, lieve aumento delle transaminasi, ipofosfatemia, diarrea e dolore addominale.

La polmonite da Legionella non ha quindi caratteristiche cliniche che permettano di distinguerla da altre forme atipiche o batteriche di polmonite comunitaria, né ha stigmate specifiche che consentano di sospettarla tra le eziologie di polmonite nosocomiale e/o dell’ospite immunocompromesso.

Tra le complicanze della legionellosi vi possono essere:

  • ascesso polmonare
  • empiema
  • insufficienza respiratoria
  • shock
  • coagulazione intravasale disseminata
  • porpora trombocitopenica
  • insufficienza renale.

La polmonite da Legionella ha dei sintomi che sono spesso indistinguibili dalle polmoniti causate da altri microrganismi e, per questo motivo, la diagnosi di laboratorio della legionellosi deve essere considerata complemento indispensabile alle procedure diagnostiche cliniche. Gli accertamenti di laboratorio devono essere attuati possibilmente prima che i risultati possano essere influenzati dalla terapia e devono essere richiesti al fine di attuare una terapia antibiotica mirata, contenere così l’uso di antibiotici non necessari, evitare effetti collaterali, l’insorgenza di microrganismi antibiotico-resistenti, ed in ultimo, ma non meno importante, ridurre i tempi di degenza e le spese sanitarie del nostro paese.

Test diagnostici per la legionellosi dovrebbero essere idealmente eseguiti in tutti i seguenti casi di polmonite:

  • in pazienti con malattia severa che richieda il ricovero in un reparto di terapia intensiva
  • in pazienti che riferiscano fattori di rischio
  • in pazienti che siano stati esposti a Legionella durante un epidemia
  • in pazienti in cui nessun altra eziologia è probabile.

I metodi di diagnosi per l’infezione da Legionella correntemente utilizzati sono i seguenti:

  • isolamento del batterio mediante coltura
  • rilevazione di anticorpi su sieri nella fase acuta e convalescente della malattia
  • rilevazione dell’antigene urinario
  • rilevazione del batterio nei tessuti o nei fluidi corporei mediante test di immunofluorescenza
  • rilevazione del DNA batterico mediante PCR.
  • Essendo un batterio la causa della malattia la terapia è in primo luogo di tipo antibiotico e va valutata a seconda della gravità dei sintomi.

Queste alcune misure di prevenzione:

  • prevedere una corretta progettazione e realizzazione delle reti idriche
  • evitare le formazioni di ristagni, limitando la lunghezza delle tubazioni e le tubazioni con terminali ciechi o senza circolazione dell’acqua
  • preferire sistemi istantanei di produzione dell’acqua calda ai sistemi che prevendono serbatoi di accumulo
  • effettuare una manutenzione periodica degli impianti attraverso trattamenti di disinfezione (clorazione, battericidi di sintesi, ozono, acqua ossigenata catalizzata, filtrazione, trattamento a raggi ultravioletti, trattamenti termici).

Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi

A cura di Ministero della Salute

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2362_allegato.pdf

(fonte Ministero salute)

Condizionatori, ecco le 9 regole per usarli al meglio

Secondo il Global Opportunity Report del 2018, con una corretta gestione degli impianti di condizionamento si risparmierebbero 89,7 giga-tonnellate di CO2, determinando il contenimento dell’aumento di 1 °C del riscaldamento globale entro il 2100.

A partire da questo dato, l’Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento, Refrigerazione (AiCARR) ha stilato il documento “Buone pratiche: indicazioni di AiCARR per un corretto uso dei condizionatori nella stagione estiva” per il corretto uso dei condizionatori in estate, con indicazioni coerenti con la legislazione e le normative esistenti.

In ambito generale, AiCARR consiglia di:
1. operare sistematicamente la manutenzione dell’impianto per individuare e eliminare eventuali malfunzionamenti poco evidenti e sostituire i filtri;
2. affidare gli interventi di manutenzione degli impianti a personale qualificato e certificato, secondo quanto previsto dalla legge;
3. sostituire gli impianti obsoleti con impianti più efficienti, facendo attenzione alle caratteristiche tecniche delle macchine e senza farsi attrarre da prezzi bassi;
4. affidarsi a un consulente tecnico;
5. preferire un sistema fisso tipo split o multi split rispetto a un sistema portatile o fisso senza unità esterna;
6. scegliere la potenza corretta rispetto alle esigenze, ricordando che mediamente sono necessari 35 W per ogni mdi volume netto dell’ambiente;
7. fare attenzione a scegliere macchine silenziose;
8. scegliere tra gli optional disponibili, qualora li si voglia, quelli che comportano un aumento dell’efficienza energetica;
9. scegliere un installatore qualificato e certificato, per non incorrere in sanzioni amministrative.

Il documento contiene anche indicazioni specifiche per un corretto uso dei condizionatori per gli ambienti residenziali, per gli edifici delle Pubbliche Amministrazioni e del terziario, per le attività commerciali, per le strutture ricettive, quali hotel, B&B, o case vacanze.

http://www.aicarr.org/Documents/News/AiCARR_BuonePratiche.pdf

Cordiali saluti

Come mantenere sano ed efficiente il nostro condizionatore

Per godere al meglio del nostro condizionatore, senza far ammalare nè noi nè il nostro portafoglio è importante seguire  poche e semplici regole, che ci assicureranno una estate fresca e tranquilla, senza grattacapi e preoccupazioni.

L’estate è oramai alle porte, con l’alzarsi delle temperature  i condizionatori d’aria  verranno attivati a pieno regime attivati  soprattutto nelle ore centrali, le  più calde. Negli ultimi anni, i climatizzatori e le pompe di calore, a causa anche dei cambiamenti  climatici, con estati sempre più afose anche qui al nord, a differenza di anche pochi anni fa, sono presenti in tantissime ambienti, abitazioni, uffici, ristoranti, negozi ecc.. . Se è indubbio che il condizionatore d’aria contribuisce al miglioramento della qualità della vita, è però bene sottolineare che come qualunque altro macchinario, richiede poche semplici, ma imprescindibili regole di utilizzo e manutenzione.

Innanzitutto la sua installazione deve essere effettuata nel rispetto della regola d’arte da personale Abilitato  e riconosciuto dalla Camera di Commercio DM 37/08 lettera C e in possesso del Patentino e relativa Certificazione d’Impresa prevista dal DPR 43/12. E’ indispensabile che il dimensionamento ed il montaggio dei condizionatori siano effettuati da una impresa o un artigiano Abilitati, che al termine  dei lavori rilascerà non solo la fattura, ma anche la Dichiarazione di Conformità dell’Impianto utile anche in caso di eventuali contestazioni o richieste di interventi in garanzia.

Una volta installato, il condizionatore va utilizzato con attenzione, sia per limitare sprechi energetici che per evitare malanni. Scorretto il  funzionamento con le finestre aperte “per cambiare l’aria” così come da evitare è il funzionamento a temperature ambiente inferiori ai 24°C, che oltre a consumare molta energia elettrica, possono causare un vero e proprio “choc termico” a chi entra nella stanza provenendo dall’esterno, magari sudato e accaldato. Quasi tutti i condizionatori moderni sono dotati della opzione “deumidificazione” utile per abbassare l’umidità percepita, senza raffreddare troppo l’ambiente servito.

Importantissimo è l’aspetto legato alla  la pulizia e la sanificazione del condizionatore, in particolare dei filtri d’aria la pulizia dei filtri dell’aria, ovviamente tutte le operazioni di manutenzione devono essere effettuate seguendo alla lettera quanto riportato nel libretto di uso e manutenzione oppure meglio rivolgersi a personale Qualificato, si ricorda che gli impianti di climatizzazione superiori ai 12 kw, come già accade da anni per le caldaie, dovranno essere dotati del libretto di impianto e inseriti nel Catasto Unico Regionale Impianti Termici (C.U.R.I.T.).

Un filtro pulito assicura un flusso d’aria più regolare ed un funzionamento meno “sforzato” del ventilatore, oltre a consentire un migliore scambio tra la batteria di raffreddamento e l’aria trattata. Il filtro serve ad arrestare polveri, pollini ed altri inquinanti ambientali che, seppure non particolarmente pericolosi, possono causare fenomeni allergici in soggetti particolarmente predisposti, oltre a costituire potenziali focolai di infezioni. A questo proposito è particolarmente importante la pulizia del sistema di scarico della condensa, ovvero l’acqua contenuta nell’aria ambiente che si raccoglie nel condizionatore per effetto della bassa temperatura della batteria raffreddante, spesso convogliata prima in una vaschetta nella unità interna della macchina e poi scaricata all’esterno. E’ assolutamente necessario che la tubazione di scarico sia quanto più breve e lineare possibile, priva di contropendenze e restringimenti, che potrebbero causare un irregolare scarico dell’acqua o addirittura un accumulo della stessa. Opportuno è dotare la tubazione di scarico di un sifone per evitare il ritorno in ambiente di cattivi odori o – addirittura – piccoli animali provenienti dagli scarichi fognari ed indispensabile è la periodica pulizia della vasca di raccolta per evitare la formazione di muffe, così come la verifica che il tubo di scarico non sia otturato da polvere, peluria o altro. Un ambiente umido è il focolaio ideale per lo sviluppo di spore, virus e batteri, nemici della nostra salute, che possono causare allergie e malanni anche letali, specie a carico dell’apparato respiratorio, come nel caso del virus della “Legionella”, un batterio che trova il suo habitat nell’acqua stagnante ad una temperatura compresa tra i 25 ed i 40°C.

L’infezione da Legionella non si trasmette da persona a persona. Ci si può infettare inspirando goccioline di acqua fortemente contaminata, diffusa per esempio dalla doccia o dai condizionatori. I sintomi compaiono dopo una settimana dal contagio: cefalea, dolore muscolare e addominale, diarrea e tosse secca. Nel giro di alcuni giorni si sviluppa la polmonite, che causa febbre elevata, brividi, catarro, tosse, sonnolenza e, a volte, delirio.

Diventa pertanto fondamentale fare effettuare una corretta manutenzione e sanificazione dei nostri impianti di climatizzazione, da personale qualificato e specializzato,  per essere veramente in un ambiente confortevole e salubre.

Fonte
Confartigianato Bergamo, ufficio Aree di Mestiere