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Allora hai tre possibilità: puoi provare ad attraversare la giungla delle agevolazioni da solo/a sperando di non perderti.

Puoi pagare degli esperti per consigliarti. Oppure puoi venire alle Giornate di Consulenza per committenti privati  il 10 + 11 settembre 2021 al MEC Meeting & Event Center Südtirol Alto Adige!

Il costo?Non c’è nessun costo. È gratuito. E non solo potrai fare tutte le domande che vorrai  agli esperti presenti, ma potrai anche seguire il programma informativo su agevolazioni come il Superbonus e farti un’idea dell’offerta locale: saranno presenti sia banche che aziende selezionate con i loro prodotti!

L’unica cosa che dovrai fare per partecipare è prenotare la tua visita tramite la nostra biglietteria e presentarti il giorno prescelto munito/a di Green Pass. Non ce l’hai? Abbiamo pensato anche a quello, per info clicca su:

https://www.fierabolzano.it/it/klimahouse/event/giornate-consulenza-privati?utm_medium=email&utm_source=mailup&utm_campaign=klg21&utm_content=nl_savethedate_it

Ti aspettiamo insieme al nostro partner Agenzia CasaClima!

Per saperne di più visita il sito:

https://www.agenziacasaclima.it/it/home-1.html

Fonte: Klima Haus – Casa Clima

Energia: i consigli ENEA per ridurre i consumi dei condizionatori

Con l’inizio della stagione estiva ENEA fornisce una serie di indicazioni pratiche per raffrescare le proprie abitazioni in modo efficiente, con un occhio all’impianto di climatizzazione per migliorare il comfort, risparmiare in bolletta e salvaguardare l’ambiente.

Attenzione alla classe energetica – La scelta del condizionatore rappresenta un requisito chiave per diminuire i consumi ed evitare brutte sorprese in bolletta. Indipendentemente dalla tecnologia, sono sempre da preferire i modelli in classe energetica superiore alla A in quanto, oltre a una riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera, consumano molto di meno. Il consumo energetico annuo indicato sull’etichetta energetica è relativo a 1400 ore di funzionamento in modalità riscaldamento e 350 in modalità raffrescamento a cui è sommato il consumo di energia in altre modalità quali lo standby. Scegliendo ad esempio un modello in classe “A+++” potremo spendere per l’energia elettrica circa il 30 – 40% di meno di quanto spenderemmo con un modello di classe “B”.

Scegli la tecnologia inverter – In un condizionatore con sistema di controllo inverter, la velocità di rotazione del compressore viene regolata costantemente e questo permette di avere prestazioni ottimali in qualsiasi condizioni di impiego adeguando la potenza frigorifera e termica erogata all’effettiva necessità. Questi modelli, particolarmente funzionali quando si prevede di tenere accesa l’aria condizionata per molte ore di seguito, costano di più rispetto a quelli dotati di tecnologia on-off ma il consumo energetico e la rumorosità sono minori, a fronte di un maggior comfort all’interno degli ambienti serviti.

Occhio agli incentivi – Per l’acquisto di un climatizzatore a pompa di calore, se destinato a sostituire integralmente o parzialmente il vecchio impianto termico, è possibile scegliere tra: Bonus casa, Ecobonus o Conto termico 2.0 (https://www.efficienzaenergetica.enea.it/detrazioni-fiscali.html).

Attenzione alla posizione – In fase di installazione, è importante collocare il climatizzatore nella parte alta della parete: l’aria fredda tende infatti a scendere e si mescolerà più facilmente con quella calda che invece tende a salire. Occorre assolutamente evitare di posizionare il climatizzatore dietro divani o tende: l’effetto-barriera blocca la diffusione dell’aria fresca.

Non raffreddare troppo l’ambiente e attenzione all’umidità – La normativa prevede che durante la stagione estiva la temperatura interna non deve scendere sotto i 24-26 gradi centigradi ma, il più delle volte, due o tre gradi in meno rispetto alla temperatura esterna sono già sufficienti. Spesso per scongiurare la sensazione di caldo opprimente può bastare l’attivazione della funzione “deumidificazione”, in quanto l’umidità presente nell’aria fa percepire una temperatura ben più elevata di quella reale.

Ogni stanza ha bisogno del suo climatizzatore – Installare un condizionatore potente in corridoio sperando che rinfreschi l’intera abitazione è inutile: l’unico risultato sarà quello di prendersi un colpo di freddo ogni volta che si attraversa il corridoio andando da una stanza all’altra, in quanto sarà l’unico ambiente ad essere raffrescato.

Non lasciare porte e finestre aperte – Il climatizzatore raffresca e deumidifica l’ambiente in cui è installato trasferendo il calore e l’umidità all’esterno. L’ingresso nella stanza di “nuova” aria calda obbliga l’apparecchiatura a compiere un lavoro supplementare per riportare la temperatura e l’umidità ai livelli richiesti, con un conseguente dispendio di energia.

Coibenta i tubi del circuito refrigerante all’esterno dell’abitazione – Per evitare inutili dispersioni è necessario isolare termicamente i tubi del circuito refrigerante presenti all’esterno dell’abitazione. E’ inoltre opportuno assicurarsi che la parte esterna del climatizzatore non sia esposta al sole e alle intemperie.

Usa il timer e la funzione ‘notte’ – Grazie a queste funzioni è possibile ridurre al minimo il tempo di accensione dell’apparecchio e aumentare il comfort. Inoltre, consentono di accendere e spegnere il climatizzatore anche a distanza e di tenerlo in funzione per il solo periodo di tempo in cui se ne ha realmente bisogno. La funzione “notte” o “sleep” regola, nelle ore notturne, la temperatura ambiente in modo da rispondere alla variazione della temperatura corporea.

Attenzione alla pulizia e alla corretta manutenzione – I filtri dell’aria e le ventole devono essere ripuliti alla prima accensione stagionale e almeno ogni due settimane, perché si tratta del luogo dove più di frequente si annidano muffe e batteri dannosi per la salute, tra i quali il batterio della legionella che può essere mortale. È importante inoltre controllare la tenuta del circuito del gas. Si ricorda inoltre che la normativa prevede l’obbligo del libretto impianto e di controlli periodici per gli impianti con una potenza superiore a 10 kW per quelli invernali e a 12 kW per quelli estivi.

Fai un check-up alla tua casa – Chiedere a un tecnico di effettuare una diagnosi energetica dell’edificio è il primo passo utile per valutare lo stato dell’isolamento termico di pareti e finestre e l’efficienza degli impianti di climatizzazione. La diagnosi suggerirà gli interventi da realizzare valutandone il rapporto costi-benefici. Oltre ad abbattere i costi per la climatizzazione estiva degli ambienti anche fino al 40%, gli interventi sono ancora più convenienti se si usufruisce delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, l’Ecobonus, che consente di detrarre dalle imposte IRPEF o IRES dal 50 all’85% delle spese sostenute a seconda della complessità dell’intervento e il Superbonus, con cui l’aliquota di detrazione sale al 110%”.

Per ulteriori informazionihttps://www.efficienzaenergetica.enea.it/

Fonte: Confartigianato Bergamo

Purificatori dell’aria: la soluzione per ridurre i contagi COVID-19

Nell’articolo della rivista “Italia Oggi” il professore Giorgio Buonanno ordinario di Fisica tecnica ambientale presso l’Università di Cassiano, ci espone l’importanza di un nuovo sistema di aerazione nei luoghi chiusi per contrastare la diffusione del virus.

Il professore ci spiega il pericolo di diffusione del virus in un ambiente chiuso e, considerando che dagli studi effettuati è emersa la possibilità di contagiarsi anche per via aerea, lo scarso o addirittura nullo ricircolo d’aria in questi luoghi aumenta il rischio di contagio.

La soluzione che viene consigliata da Buonanno è l’utilizzo di purificatori attivi. A convincerci che potrebbe essere la soluzione ideale sono i dati tecnici che ci vengono forniti dagli studi effettuati. All’interno dell’articolo si parla addirittura di un rischio di contagio pari solo all’1-2% nel caso di installazione di un impianto di ventilazione controllata.

Non perdiamo tempo… combattiamo la diffusione aerea del virus investendo sui nostri sistemi di areazione!

La soluzione Fineco per il superbonus 110%

Fineco sta mettendo a punto un servizio per offrire ai propri clienti la possibilità di cedere il credito di imposta derivante dagli interventi di riqualificazione energetica previsti dagli art. 119 e 121 del «c.d. Decreto Rilancio» convertito in Legge n. 77 del 17 Luglio 2020.

Il decreto sopra citato, offre infatti la possibilità di ottenere:

  • una detrazione fiscale che arriva fino al 110% per determinati interventi di riqualificazione energetica e antisismica (c.d. Superbonus)
  • un anticipo immediato del credito fiscale da parte della Banca tramite la cessione a quest’ultimo del credito vantato2

Di seguito vi proponiamo l’offerta Fineco:

Sanificazione attiva: ambienti sicuri al 99.7%

Il dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche “Luigi Sacco” dell’Università degli studi di Milano ha condotto una sperimentazione riguardante i sistemi di sanificazione attiva.

Dai loro studi si evince che tali sistemi di sanificazione hanno la capacità di abbattere la carica virale di SARS-CoV-2 distribuita sia su una superficie che su un tessuto.

E’ stato dimostrato che con un trattamento di 20 minuti dell’aria esposta al virus vi è un abbattimento del 90% maggiore rispetto al naturale decadimento del virus nel caso delle superfici e del 99.7% nel caso dei tessuti.

Da qui deriva la nostra proposta di acquisto di tale prodotto per garantirvi una sanificazione attiva efficiente degli ambienti. Non esitate a contattarci per dubbi e chiarimenti.

Di seguito trovate il documento ufficiale del dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche “Luigi Sacco” e documentazione riguardante il sistema di sanificazione attiva Dust-Free:

Covid-19: come viaggia nell’aria con un colpo di tosse e gli effetti dei sistemi di aerazione

Per la prima volta è stato documentato che il raddoppio della portata dell’aria condizionata (calcolata in metri cubi orari) all’interno di una stanza chiusa riduce la concentrazione delle particelle contaminate del 99,6%. Studio Bambin Gesù – Ergon Research – SIMA

Un colpo di tosse in un pronto soccorso al tempo del COVID-19. Il viaggio nell’aria delle goccioline salivari grandi (droplet) e di quelle microscopiche (aerosol) emesse col respiro. Una simulazione in 3D realizzata dai ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù riproduce esattamente il movimento delle particelle biologiche nell’ambiente e l’impatto dei sistemi di aerazione sulla loro dispersione. I risultati dello studio, condotto con lo spin-off universitario Ergon Research e la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Environmental Research, fornendo informazioni importanti per contenere la diffusione del virus SARS-CoV2 negli ambienti chiusi anche attraverso il trattamento dell’aria.

LO STUDIO

Lo studio sulla dispersione di contaminante negli ambienti chiusi è stato realizzato dagli specialisti del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e dalla Direzione Sanitaria del Bambino Gesù, in collaborazione con gli ingegneri di Ergon Research e la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) per la supervisione tecnico-scientifica.

I ricercatori hanno utilizzato potenti strumenti di “simulazione fluidodinamica computazionale” (CFD – Computational Fluid Dynamics) per ricreare virtualmente la sala d’aspetto di un pronto soccorso pediatrico dotata di sistema di aerazione, con all’interno 6 bambini e 6 adulti senza mascherina. In questo ambiente virtuale è stato tracciato il comportamento delle goccioline e dell’aerosol nei 30 secondi successivi al colpo di tosse in tre diversi scenari: con il sistema di aerazione spento, a velocità standard e a velocità doppia, per valutare quanta aria contaminata avrebbe respirato ogni persona presente.

Utilizzando la serie di parametri fisici che regola la dispersione aerea delle particelle biologiche (velocità, accelerazione, quantità, diametro delle droplet, turbolenza, moti connettivi generati dall’aria condizionata), i ricercatori hanno ottenuto una simulazione 3D “fisicamente corretta”, che riproduce, cioè, quello che accadrebbe esattamente in un ambiente reale. «La nostra simulazione in 3D si basa su parametri fisici reali, come la velocità dell’aria che esce da un colpo di tosse, la temperatura della stanza e la dimensione delle goccioline di saliva. Non è una semplice animazione» sottolinea il dott. Luca Borro, specialista 3D del Bambino Gesù e primo autore dello studio. «Grazie a questi parametri e ad algoritmi complessi di fluidodinamica riusciamo ad avere una simulazione dei fenomeni studiati il più possibile vicina alla realtà».

«Siamo orgogliosi di contribuire a questo studio con le nostre conoscenze di fluidodinamica computazionale» afferma Lorenzo Mazzei, consulente CFD di Ergon Research. «L’attività ha dimostrato che, se usati correttamente, questi strumenti possono favorire una maggior comprensione del fenomeno e guidare verso un utilizzo efficace della ventilazione meccanica per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti indoor».

I RISULTATI

I risultati dello studio confermano che i sistemi di condizionamento dell’aria svolgono un ruolo determinante nel controllo della dispersione di droplet e aerosol prodotti col respiro negli ambienti chiusi. Per la prima volta è stato documentato, infatti, che il raddoppio della portata dell’aria condizionata (calcolata in metri cubi orari) all’interno di una stanza chiusa riduce la concentrazione delle particelle contaminate del 99,6%. Al tempo stesso, la velocità doppia causa una dispersione aerea di droplet e aerosol più rapida e a distanze più grandi rispetto all’aria condizionata con portata standard oppure spenta: a condizionatore spento le persone più vicine al bambino che tossisce (1,76 metri nella simulazione) respirano l’11% di aria contaminata mentre i più lontani (4 metri) non vengono raggiunti dalla “nube” infetta.

Con il sistema a velocità doppia si abbatte la concentrazione di contaminante e le persone più vicine ne respirano lo 0,3%, ma vengono raggiunte rapidamente anche quelle più lontane che in questo caso respirano lo 0,08% di aerosol contaminato, percentuali bassissime e sostanzialmente irrilevanti ai fini del contagio.

«L’infezione da virus SARS-CoV-2 – spiega il prof. Carlo Federico Perno, responsabile di Microbiologia e Diagnostica di Immunologia del Bambino Gesù – è trasmissibile attraverso il respiro in relazione a tre elementi fondamentali: lo status immunitario della persona, la quantità di patogeno presente nell’aria, misurata in particelle per metro cubo, e l’aereazione dell’ambiente. A parità degli altri elementi, dunque, più alta è la concentrazione di virus, maggiore è la probabilità di contagio».

«Il ricambio d’aria negli ambienti – sottolinea il prof. Alessandro Miani, presidente SIMA – anche attraverso l’attivazione di sistemi scientificamente validati di aerazione, purificazione e ventilazione meccanica controllata, si rivela fondamentale nella diluizione del virus e nel suo trasferimento, per quanto possibile, all’esterno, ovverosia nella mitigazione degli inquinanti biologici aerodispersi presenti nelle droplet, riducendo significativamente la concentrazione del patogeno in aria. Questo, unitamente all’utilizzo di mezzi di barriera (mascherine, distanziamento e igiene delle mani), oggi rappresenta il principale strumento per ridurre il rischio di contagio in ambienti confinanti».

Fonte Casa & Clima ; Confartigianato Bergamo; Lescienze.it.

Ecobonus 110% verso lo slittamento

Mancano i provvedimenti attuativi l’ecobonus al 110% e lo sconto in fattura o la cessione del credito: si attendono correttivi al Dl Rilancio.

Dal primo luglio entra in vigore l’ecobonus al 100% previsto dal decreto Rilancio, ma mancano i provvedimenti attuativi delle Entrate, per cui i contribuenti al momento non possono utilizzare l’agevolazione fiscale. E non si escludono modifiche alla norma, che potrebbe essere estesa ad altre categorie di lavori nell’ambito della legge di conversione del decreto.

L’agevolazione è prevista dall’articolo 119 del decreto Rilancio: è una detrazione al 110% che si applica a determinate tipologie di lavori edilizi (elencati nella norma, come ad esempio l’isolamento termico e della facciata e la climatizzazione edifici), dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021.  Essendo il Dl Rilancio in vigore, da luglio si potrebbe dunque applicare l’agevolazione ma, nel concreto, mancano i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

La norma prevede infatti che le modalità attuative per  la detrazione o in alternativa per la lo sconto in fattura o cessione del credito (articolo 121 del decreto), siano stabilite da provvedimenti attuativi delle Entrate che, sempre in base al testo del decreto, dovevano già essere stati pubblicati (erano previsti entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto, avvenuta il 19 maggio).

Secondo anticipazioni di stampa, tali documenti di prassi non arriveranno però prima della conversione in legge del decreto, in modo da recepire le novità introdotte dal Parlamento (ci sono decine di emendamenti già presentati). La data ultima per questo passaggio è il 18 luglio.

La legge di conversione è in questo momento in discussione alla commissione Bilancio della Camera, e in materia di ecobonus al 110% sono state presentate decine di emendamenti: proposte per allungare il periodo in cui si può utilizzare l’agevolazione, estensione a nuovi lavori, semplificazioni.

Attenzione: questo non significa che viene rinviata la data dalla quale si potranno applicare le detrazioni al 110%. A meno che non venga modificato il testo della legge su questo specifico punto (non ci sono proposte emendative anche in questo senso), l’Ecobonus resta applicabile alle spese sostenute dal primo luglio.

I provvedimenti attuativi sono però fondamentali per capire esattamente in che modo effettuare le procedure per il diritto all’agevolazione. In pratica, quindi, fino a quando non ci saranno tali circolari delle Entrate non ci sono le condizioni per applicare l’agevolazione.

Fonte: Redazione PMI.It

Comunicazioni sul Covid-19

L’Idraulica Delprato Srl, in linea con l’evoluzione delle norme, ha attuato tutte le misure necessarie per fronteggiare la pandemia da Coronavirus e informato/formato il proprio personale sulle corrette prassi da adottare per gestire questa situazione.

Pertanto vi ricordiamo che:

Il nostro staff è operativo e a vostra disposizione per la gestione delle emergenze nel massimo rispetto della propria e della vostra sicurezza, in linea con quelle che sono le indicazioni delle più recenti leggi in materia di contrasto al Covid-19.

Nella speranza possa passare il prima possibile questa emergenza e consapevoli che per realizzare ciò è fondamentale l’impegno di tutti, noi metteremo tutte le nostre forze ed energie per fare bene il nostro lavoro e permettere così a voi di svolgere il vostro non interrompendo o rallentando le consuete attività.

Vi ricordiamo che potete contattarci telefonicamente al numero 035-330067 oppure inviando una e-mail agli indirizzi info@idraulicadelprato.it  ; ufficio@idraulicadelprato.it .

Un cordiale saluto

Grazie per la collaborazione 

Alessandro Per. Ind. Delprato

20,7 gradi in Antartide, una disperata richiesta di aiuto lanciata dal pianeta

Il surreale picco di temperatura è solo l’ultimo dei molti indici di allarme che ci sono giunti dai ghiacci negli ultimi anni. Ecco perché non possiamo ignorarli

In Antartide non aveva mai fatto così caldo. Nelle scorse ore si sono registrati infatti 20,7 gradi centigradi, un valore che stupisce non solo perché molto alto, ma anche perché arriva solo una settimana dopo l’altra temperatura record di 18,3 gradi centigradi registrata nel continente. Segno che non può trattarsi di un caso, quanto di un trend ben definito.

Mentre le temperature schizzavano verso l’alto, un iceberg di 300 chilometri quadrati, più o meno le dimensioni dell’isola di Malta, si staccava dal ghiacciaio Pine Island. “Quello che è davvero preoccupante è che il flusso quotidiano di dati rivela la drammatica velocità con cui il clima sta cambiando il volto dell’Antartide” ha sottolineato Mark Drinkwateresperto di criosfera dell’Agenzia spaziale europea. Un’altra ricerca uscita in questi giorni ha evidenziato che a causa dell’innalzamento delle temperatura, le colonie di pinguini pigoscelidi antartici hanno subito un crollo fino al 77% rispetto a 50 anni fa.

Ma che in queste settimane ci sia qualcosa di climaticamente strano, lo capiamo anche da casa nostra, senza dover andare in capo al mondo. L’inverno che stiamo vivendo nel Mediterraneo è il più caldo da decenni, con temperatura che sono in media superiori di tre gradi rispetto a quelli che dovrebbero essere i valori del periodo. In Piemonte a inizio mese la colonnina di mercurio ha fatto segnare addirittura 27 gradi, trasformando quella che doveva essere una gelida giornata di inizio febbraio in un soleggiato pomeriggio di giugno.

I campanelli di allarme sull’emergenza cliamatica ormai si sprecano e giorno dopo giorno bisogna aggiornare il file degli eventi estremi. Eppure, per quanto la coscienza ambientale sia cresciuta notevolmente negli ultimi anni, tra il boom dei partiti verdi, i discorsi in Europa e oltreoceano sul Green new deal e l’affermazione dei movimenti giovanili dei Fridays for Future, la tragedia climatica in corso continua ad avere un ruolo marginale nel dibattito politico e pubblico. Il problema è sempre lo stesso: nella maggior parte dei casi l’emergenza non riguarda direttamente il presente, ma il futuro. E per questo si tende a sottostimare il problema e a rinviare la messa in pratica di politiche e azioni sì costose, ma necessarie.

Eppure la lotta al climate change non è un mero discorso ideologico, perché i cambiamenti in corso si faranno sentire sulle nostre vite, rovinandole. La Coldiretti ha denunciato lo stato di emergenza in cui sta piombando l’agricoltura italiana, tra la forte siccità in corso e gli sbalzi anomali di temperatura che stanno distruggendo molti raccolti. Non si potrà andare avanti così ancora a lungo, uno dei fiori all’occhiello dell’economia italiana, l’agricoltura appunto, sta finendo la benzina. Ma al di là di questo, la storia ci insegna che durante il periodo detto ultimo interglaciale, un aumento di temperatura degli oceani inferiori ai due gradi portò allo scioglimento massivo della calotta glaciale antartica e a un conseguente innalzamento dei mari di tre metri.

Oggi stiamo vivendo le prime avvisaglie di questi fenomeni e le conseguenze per i territori costieri sarebbero tragiche, con interi territori e città che scomparirebbero sott’acqua. Flood Maps è un progetto che combina i dati della Nasa con la cartografia di Google Maps e mostra l’impatto di un innalzamento dei mari di 3 metri sul tessuto urbano globale. Città come VeneziaRavenna e Pisa scomparirebbero sott’acqua.

Ma il cambiamento climatico ha un effetto violento anche a livello sociale. Esso impatta maggiormente laddove le disuguaglianze sociali sono più persistenti, ampliandole. Come ha sottolineato il World Social Report 2020, il rapporto tra i redditi del 10% più ricco e del 10% più povero è più alto del 25% rispetto a quanto sarebbe in un mondo senza il riscaldamento globale. E poi c’è il tema connesso alla sicurezza: Nature ha evidenziato un aumento dei conflitti armati fino al 26% se la temperatura globale continuerà a salire. E d’altronde anche alla guerra in Siria, con tutta la striscia di devastazioni che si porta dietro, hanno contribuito questioni climatiche, in particolare la violenta siccità del 2007-2010.

Quello che ci aspetta è insomma uno scenario apocalittico, fatto di città che scompaiono, povertà dilagante, economie che collassano e guerre. Eppure il dibattito mainstream continua nel migliore dei casi a dedicare poco spazio al tema climatico, nel peggiore a lanciarsi in teorie negazioniste che non fanno altro che peggiorare una situazione già critica. I ghiacciai che si sciolgono, le ondate di caldo anomale, gli animali che si estinguono, sono continui gridi di allarme del pianeta che non possono più essere ignorati.

Fonte: Wired.it